Propulsione ibrida: il New York Times lancia l'allarme sui rischi
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Con la crescente popolarità delle auto ibride, in molti credono di poter fare un primo passo verso una graduale liberazione dalla schiavitù del petrolio. Ma -questa è la domanda che si è posto ieri il New York Times– le ibride, sono davvero tutte rose e fiori? Come avrete capito, la risposta è “no”, o meglio, il “sì” non è più così assoluto.
Le auto ibride, con i loro motori elettrici presentano tutta quella serie di problemi connaturati ai tanti dispositivi che generano campi magnetici come i telefonini o i microonde. Molte volte questo fenomeno fisico è additato come causa di gravi malattie, quali le leucemie tra i bambini, in seguito a lunghe esposizioni. Il problema è che mai nessuno ha studiato “quanto” a lungo un conducente o un passeggero possano stare a contatto ravvicinato con campi elettromagnetici generati da un motore elettrico senza incorrere nei rischi paventati da più parti.
Toyota e Honda (attualmente leader dell’ibrido), dal canto loro affermano che il rischio non c’è: effettivamente anche la comunità scientifica non è concorde sugli effetti derivati dall’esposizione alle onde elettromagnetiche. Insomma, per ora siamo ancora lontani dalla verità su questo fronte e c’è sicuramente bisogno di studi approfonditi ed imparziali.
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