Caos a Pomigliano, la protesta contro il premio di produzione insufficiente di Stellantis

Protesta dei lavoratori Stellantis a Pomigliano contro un premio di produzione ritenuto inadeguato. Produzione ferma nello stabilimento

Di Giulia Darante
Pubblicato il 28 feb 2025
Caos a Pomigliano, la protesta contro il premio di produzione insufficiente di Stellantis

Un sciopero Stellantis è scoppiato nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, con i lavoratori che hanno deciso di incrociare le braccia per protestare contro un premio produzione 600 euro lordi, considerato del tutto insufficiente. La mobilitazione, iniziata nel tardo pomeriggio del 26 febbraio 2025, ha portato al blocco completo della produzione nel polo industriale napoletano.

Pomigliano d’Arco, impianto di Stellantis in subbuglio

La tensione è palpabile nello stabilimento campano, uno dei più strategici per il gruppo automobilistico. I dipendenti, sostenuti dalle sigle sindacali, esprimono un forte dissenso, definendo la cifra proposta come un riconoscimento economico che non rispecchia gli sforzi profusi. “È una vera umiliazione considerando quanto abbiamo dato all’azienda”, affermano con amarezza le tute blu.

Lo stop produttivo arriva in un momento cruciale per il settore automotive, impegnato nella transizione verso l’elettrico e nella gestione dei costi. Tuttavia, i lavoratori ritengono che le difficoltà del mercato non giustifichino un trattamento che considerano inadeguato. La protesta lavoratori ha acceso un dibattito sul bilanciamento tra competitività aziendale e il giusto riconoscimento economico del personale.

Un’offesa alla dignità dei lavoratori

Mentre i sindacati definiscono la decisione di Stellantis “un’offesa alla dignità dei lavoratori”, l’azienda non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. Tuttavia, fonti interne difendono la cifra, spiegando che è stata calcolata in base a indicatori oggettivi legati alla performance dello stabilimento.

La comunità locale osserva con preoccupazione l’evolversi della situazione, consapevole dell’importanza economica e occupazionale del polo industriale per il territorio. Questa protesta potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra lavoratori e dirigenza, sottolineando la necessità di un dialogo più costruttivo sulle politiche retributive.

I lavoratori chiedono ora un maggiore coinvolgimento nelle decisioni che influenzano il loro benessere economico, evidenziando come la motivazione e la soddisfazione del personale siano elementi imprescindibili per garantire la competitività aziendale nel lungo termine. Vedremo se tutti verranno accontentati.

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