Emulano Fleximan per rubare nelle case: banda autovelox smascherata

Condanne definitive per la banda che abbattendo autovelox rubava indisturbata in provincia di Asti. Scopri i dettagli delle indagini

Di Giulia Darante
Pubblicato il 28 feb 2025
Emulano Fleximan per rubare nelle case: banda autovelox smascherata

Una banda autovelox attiva nella provincia di Asti è stata smantellata dopo aver ideato un piano ingegnoso: abbattere gli autovelox per disabilitare le telecamere di videosorveglianza e compiere indisturbata furti in case e negozi. I malviventi, con base a Isola d’Asti, sono stati identificati e condannati.

Emulatori di Fleximan

Le forze dell’ordine hanno concluso un’indagine iniziata nel dicembre 2023, scoprendo che il gruppo utilizzava un’autofficina come quartier generale per pianificare le proprie attività criminali. Quello che inizialmente sembrava un fenomeno di emulazione del noto “Fleximan” si è rivelato essere parte di una strategia criminale ben più complessa, legata ai furti Asti.

Il tribunale ha emesso sentenze severe nei confronti dei responsabili. Il leader dell’organizzazione, Giuseppe Artusio, dovrà scontare 9 anni di reclusione con rito abbreviato. Pene significative anche per gli altri membri principali: 8 anni e 8 mesi per Claudio Gola e 7 anni per Alger Bajraktari. Condanne più leggere, tra 1 anno e 5 mesi e 2 anni e 6 mesi, sono state inflitte ad altri tre componenti del gruppo. Queste condanne ladri rappresentano un segnale forte contro la criminalità organizzata.

Obiettivo rubare nelle case

L’operazione criminale aveva seminato il panico tra gli abitanti della zona, già preoccupati per la sicurezza nelle aree periferiche. I autovelox distrutti, inizialmente interpretati come atti di protesta contro le multe, erano in realtà funzionali a garantire l’impunità della banda durante i colpi.

La vicenda ha riaperto la discussione sulla reale efficacia degli autovelox e sulla loro sicurezza. Emerge la necessità di implementare sistemi più resistenti agli atti vandalici, bilanciando le esigenze di controllo stradale con una maggiore protezione delle apparecchiature.

Le autorità hanno sottolineato come il successo dell’operazione sia stato possibile grazie alla sinergia tra forze dell’ordine e cittadinanza. La conclusione di questo caso rappresenta un importante risultato nella lotta alla criminalità locale, sebbene rimanga alta l’attenzione sulla sicurezza del territorio.

Con queste condanne si chiude una pagina oscura per la provincia di Asti, aprendo nuove riflessioni sulle strategie di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata sul territorio.

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