Guai per 15 Case automobilistiche, multe milionarie per aver fatto cartello

458 milioni di multa a 15 case automobilistiche per pratiche anticoncorrenziali nel riciclo dei veicoli. Volkswagen e Renault-Nissan tra i multati

Di Giorgio Colari
Pubblicato il 2 apr 2025
Guai per 15 Case automobilistiche, multe milionarie per aver fatto cartello

458 milioni di euro di multa, 15 case automobilistiche coinvolte e 15 anni di accordi illeciti: questi i numeri dello scandalo che ha spinto la Commissione Europea a intraprendere una delle azioni più severe contro le pratiche anticoncorrenziali nel settore automobilistico europeo. L’indagine ha rivelato un sistema coordinato per aggirare i costi ambientali legati al riciclo veicoli: il classico cartello.

Un cartello per evitare costi ambientali

Tra maggio 2002 e settembre 2017, sedici costruttori hanno formato un cartello automotive per contenere i costi di smaltimento dei veicoli a fine vita. La strategia prevedeva il rifiuto di pagamenti ai demolitori, sostenendo che il riciclo fosse già economicamente sostenibile. Gli accordi includevano lo scambio di informazioni riservate e il coordinamento delle politiche di mercato, ostacolando l’uso di materiali riciclati nelle nuove vetture. Questo comportamento ha privato i consumatori della possibilità di scelte consapevoli, nonostante l’aumento dell’attenzione verso la sostenibilità.

La collaborazione premia Mercedes-Benz

Determinante per l’indagine è stata la decisione di Mercedes-Benz di denunciare il cartello, ottenendo così l’immunità totale dalle sanzioni. Anche altre aziende hanno collaborato: Stellantis ha beneficiato di una riduzione del 50%, pagando 74,9 milioni di euro, mentre Opel ha ricevuto una multa di 24,5 milioni. Riduzioni minori sono state concesse a Mitsubishi (30%) e Ford (20%).

Le sanzioni più elevate

Il gruppo Volkswagen ha ricevuto la multa più alta, pari a 127,7 milioni di euro, seguito da Renault-Nissan con 81,5 milioni. L’Associazione europea dei produttori di automobili (Acea) è stata sanzionata con 500.000 euro. Tutte le aziende hanno ammesso le proprie responsabilità, ottenendo uno sconto del 10% grazie alla procedura di conciliazione.

Ripercussioni oltre confine

Indagini parallele sono state condotte anche nel Regno Unito, dove Stellantis ha mantenuto un approccio collaborativo, riducendo la multa a 10,4 milioni di sterline, già contabilizzati nelle previsioni finanziarie per il 2024. Questo caso sottolinea l’importanza di mercati trasparenti e competitivi, evidenziando la necessità di responsabilità ambientale da parte delle aziende e di tutela dei consumatori.

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