Muore una giovane donna a causa di un airbag difettoso

La morte di una giovane donna in un incidente stradale riporta l'attenzione sui difetti degli airbag Takata e sulle campagne di richiamo

Di Giorgio Colari
Pubblicato il 5 apr 2025
Muore una giovane donna a causa di un airbag difettoso

Airbag difettoso, una giovane perde la vita in un incidente stradale. Un frammento metallico alla gola, un impatto non violento, ma un malfunzionamento fatale. La tragica morte di una giovane 25enne di Acerra, solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza stradale e sull’efficacia delle campagne di richiamo automobilistiche.

Un incidente sfortunato

La giovane ha perso la vita il 1° aprile 2025 mentre viaggiava su una Citroen C3, coinvolta in una collisione con una Fiat Panda in via Pietrabianca. Sebbene la dinamica dell’incidente non fosse particolarmente grave, l’apertura dell’airbag ha provocato il rilascio di componenti metalliche che hanno colpito mortalmente la vittima alla gola.

Le autorità hanno sequestrato entrambi i veicoli, avviando un’indagine approfondita. Attualmente, il conducente della Panda è indagato per omicidio stradale, ma l’attenzione degli inquirenti si concentra sul dispositivo di sicurezza della Citroen, prodotto dalla società Takata, dichiarata fallita nel 2017.

La questione Takata: un problema globale

I dispositivi di sicurezza fabbricati dall’azienda giapponese rappresentano uno dei più grandi casi di richiamo nella storia dell’industria automobilistica, con oltre 100 milioni di interventi a livello mondiale. Il difetto risiede nel meccanismo di gonfiaggio, che, deteriorandosi, può causare esplosioni incontrollate e proiettare frammenti metallici all’interno dell’abitacolo.

L’auto su cui viaggiava la vittima rientrava tra i veicoli soggetti a richiamo, specificamente quelli prodotti tra il 2009 e il 2017. Rimane da verificare se il proprietario fosse stato avvisato del potenziale pericolo e se l’intervento di sostituzione fosse stato eseguito.

Il sistema italiano di gestione delle campagne di richiamo presenta significative lacune, specialmente in caso di passaggi di proprietà, a causa dell’assenza di un database centralizzato che obblighi i proprietari a effettuare le necessarie riparazioni.

Prevenzione e responsabilità

Questa tragedia sottolinea l’importanza di verificare regolarmente se il proprio veicolo sia soggetto a campagne di richiamo. I proprietari possono controllare lo stato della propria auto consultando i siti ufficiali delle case costruttrici e inserendo il numero di telaio, per poi effettuare gratuitamente la sostituzione dei componenti difettosi presso i concessionari autorizzati.

Il caso della giovane donna evidenzia la necessità di un approccio più rigoroso alla sicurezza stradale, con maggiori responsabilità per i costruttori nel tracciare e raggiungere tutti i proprietari dei veicoli interessati. È fondamentale, inoltre, un sistema di supervisione più efficace da parte delle autorità competenti, per prevenire tragedie simili in futuro.

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